Brienza, incastonata tra i monti della Basilicata, ha origini medievali e si sviluppò all’ombra del maestoso Castello Caracciolo, costruito tra il XIII e il XV secolo.
Il borgo nacque come presidio strategico lungo le vie che collegavano il Vallo di Diano alla Val d’Agri e divenne nel tempo un importante centro feudale, dominato da diverse famiglie nobiliari.
Le sue stradine in pietra, le case arroccate e i resti dell’antico castello raccontano ancora oggi un passato fatto di battaglie, vita cortigiana e tradizioni radicate. Brienza ha conservato intatto il fascino del suoimpianto medievale, offrendo ai visitatori un autentico viaggio nel tempo tra storia, arte e panorami suggestivi.
Nel corso dei secoli, il paese ha saputo rinnovarsi pur mantenendo fede alle sue radici: le chiese storiche, come la Chiesa Madre di “Santa Maria Assunta“, custodiscono preziose testimonianze artistiche, mentre antichi riti religiosi e popolari continuano a scandire la vita della comunità.
Durante l’età moderna, Brienza divenne anche centro culturale di rilievo grazie alla presenza di figure come Mario Pagano, giurista e protagonista dell’Illuminismo meridionale, nato proprio qui. Oggi il borgo unisce l’atmosfera medievale a una vivace ricchezza culturale, accogliendo ogni anno visitatori affascinati dalla sua storia millenaria, dai percorsi naturalistici circostanti e da un patrimonio che racconta l’identità autentica della Basilicata.
“Mamed”, il Museo Archeologico Medievale a Brienza, un viaggio sorprendente che attraversa oltre 2000 anni di storia in chiave multimediale e sensoriale.
La sede si trova in uno dei monumenti simbolo della comunità burgentina: l’ex Convento dei Frati Minori Osservanti, edificato nella seconda metà del XVI sec., oggi sede del Municipio di Brienza.
“MuLabo” è il museo laboratorio del paesaggio culturale di Brienza e dell’affascinante parte dell’antica Lucania che unisce la Valle del Melandro al Vallo di Diano, con l’orizzonte aperto sui monti dell’Appennino e le coste del Cilento.
Un territorio dalla storia millenaria, ricco di boschi, acqua e risorse naturali, raccontato con video immersivi e applicazioni interattive per un piacevole viaggio alla scoperta di bellezze culturali e paesaggistiche di grande fascino.
Epoca: fine anni Settanta. Veduta del borgo e del Castello Caracciolo da via Mario Pagano. La casa arancione, al centro della foto, è una delle abitazioni antiche più tipiche, con la loggia poggiata su un arco a tutto sesto e le due finestrelle superiori aperte come due occhi indiscreti.
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Epoca: anni Settanta. Descrizione: veduta del borgo da sud-ovest. Nella foto è visibile la torre merlata sul lato destro del Castello, crollata per effetto del sismo del 23 novembre 1980.
Epoca: anni Settanta. Descrizione: veduta del borgo da sud-ovest. Nella foto è visibile la torre merlata sul lato destro del Castello, crollata per effetto del sismo del 23 novembre 1980.
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Descrizione: altra veduta del Castello Caracciolo e del borgo, da sud-ovest. Al centro della foto, sulla destra, il palazzo adibito ad Ospizio dei Poveri negli anni Trenta del Novecento, prima del restauro realizzato negli anni Novanta. Originariamente di proprietà della famiglia Menafra, fu acquistato da Litterio Caracciolo, X marchese di Brienza, e adibito a residenza del Governatore del feudo (il funzionario che, nel Regno di Napoli, amministrava la giustizia).
Epoca: anni Ottanta.
Descrizione: altra veduta del Castello Caracciolo e del borgo, da sud-ovest. Al centro della foto, sulla destra, il palazzo adibito ad Ospizio dei Poveri negli anni Trenta del Novecento, prima del restauro realizzato negli anni Novanta. Originariamente di proprietà della famiglia Menafra, fu acquistato da Litterio Caracciolo, X marchese di Brienza, e adibito a residenza del Governatore del feudo (il funzionario che, nel Regno di Napoli, amministrava la giustizia).
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Epoca: anni Settanta.
Descrizione: veduta delle nuove aree di sviluppo del paese e del borgo antico, sullo sfondo.
Epoca: anni Settanta.
Veduta delle nuove aree di sviluppo del paese e del borgo antico, sullo sfondo.
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Epoca: dopo il 2000.
Veduta del castello e delle colline circostanti da nord- est
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Epoca: anni Novanta.
Veduta dell’ingresso di Castieddë Fërrandë. Non si dispone di notizie storiche precise sull’origine e la destinazione del manufatto, situato in contrada Codda (?). La sua collocazione all’interno dei terreni che costituivano una antica Difesa feudale dei Caracciolo (zona interdetta al pascolo comune e agli usi civici) induce a ritenere che si trattasse di un edificio di caccia o di villeggiatura della famiglia marchesale. Anche il diverso toponimo col quale è conosciuto, ‘u casinë ‘ra Principessa, depone nello stesso senso.
brienza panoramica anni ’60
Epoca: inizi anni Ottanta. Foto panoramica del paese da sud-est (collina cd. del Cravattonë).
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Epoca: anni Settanta.
Descrizione: veduta della parete posteriore del Castello, prima del crollo avvenuto per effetto del sisma.
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Epoca: anni Sessanta/Settanta. Veduta notturna di via Mario Pagano, tratta dalla collina del Convento.
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Epoca: post anni Ottanta. Veduta della parte nuova del paese, con i tetti innevati.
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Epoca: anni Sessanta/Settanta.
Originale veduta del borgo visto attraverso l’arcata del ponte dello Spineto, sul torrente Pergola.
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Epoca: anni Sessanta/Settanta.
Veduta del paese da sud-est. A sinistra, è visibile il palazzo Collazzi, nelle forme anteriori ai restauri realizzati alla fine degli anni Settanta.
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Epoca: fine anni Sessanta.
Altra classica veduta del borgo e del Castello Caracciolo, da via Emanuele Giantruco (S.S. 95)
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Epoca: anni Novanta.
Veduta di largo San Nicola, alla fine di via Archi. All’altezza dei due archi visibili a destra, nella foto, era collocata una delle tre porte dell’antico borgo, detta di … (le altre due erano quella de fore sue della Piazza e la Portella, collocata nella cinta muraria del Castello, prima della Torricella).
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Epoca: dopo il 2000.
Veduta della parete posteriore del castello Caracciolo, dopo la sua ricostruzione.
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Epoca: prima del nuovo secolo. Descrizione: veduta mozzafiato del borgo, dominato dal castello Caracciolo. In primo piano, a destra, la piccola torre di vedetta, detta ‘a Trucedda, costruita a picco su uno sperone di roccia, al termine della cinta muraria con camminamento (prima dei recenti restauri).
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Epoca: dopo il 2020.
Descrizione: veduta notturna del castello Caracciolo dopo i restauri.
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Epoca: anni Settanta.
Altra classica veduta del borgo antico e del castello Caracciolo, da via E. Gianturco (s.s. 95). Al centro della foto, la cappella di San Michele dei Greci (edificio con la facciata arancione e scanalature in bianco).
Castello di Brienza
Epoca: intorno al 2010.
Veduta del borgo antico da sud-ovest, con il castello Caracciolo in fase di restauro. Al centro, l’abside e il campanile della chiesa madre di Santa Maria Assunta.
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Epoca: fine anni Sessanta.
Classica foto scattata dalla collina del Convento che ritrae in primo piano via Mario Pagano e al centro, sullo sfondo, il borgo antico dominato dal Castello Caracciolo.
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Epoca: primi anni Novanta.
Prospettiva del castello Caracciolo da nord-est. Si osserva il mastio cilindrico e la cinta muraria che termina nella Torricella (Trucedda). In basso a destra i ruderi della chiesa di S. Martino e delle antiche rue abbandonate a fine Ottocento.
Scopri l’autentica tradizione lucana
In questa sezione scopri iniziative locali che uniscono storia, cultura e sapori tipici di Brienza.